Una pianta sempreverde e vigorosa dagli interni cavi e nodi molto evidenti. Alcuni arbusti più di altri stimolano l’interesse e la curiosità, il bambù per esempio ci ha sempre affascinato nella sua forma cilindrica e robusta. Ne abbiamo sviluppato un progetto, che poi si è tramutato in disegno e infine in un ricercato tessuto da arredamento che si coniuga in modo impeccabile con ambienti classici e moderni. Una trama con un decoro complesso e rigoglioso che rendono la tovaglia unica e dal sapore esotico.

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Una pianta sempreverde e vigorosa dagli interni cavi e nodi molto evidenti. Alcuni arbusti più di altri stimolano l’interesse e la curiosità, il bambù per esempio ci ha sempre affascinato nella sua forma cilindrica e robusta. Ne abbiamo sviluppato un progetto, che poi si è tramutato in disegno e infine in un ricercato tessuto da arredamento che si coniuga in modo impeccabile con ambienti classici e moderni. Una trama con un decoro complesso e rigoglioso che rendono la tovaglia unica e dal sapore esotico.

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Come molti dei nostri tessuti anche per la Donna di Coppe non è semplice datare la nascita. Di certo c’è la coppa, elemento apice della rappresentazione che con ogni probabilità è stata traslata da un dipinto settecentesco di genesi lucchese. Nel corso dei decenni ha avuto un amplissimo utilizzo sino a essere anche impiegata come sipario per i palcoscenici dei teatri di mezza Italia.

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Come molti dei nostri tessuti anche per la Donna di Coppe non è semplice datare la nascita. Di certo c’è la coppa, elemento apice della rappresentazione che con ogni probabilità è stata traslata da un dipinto settecentesco di genesi lucchese. Nel corso dei decenni ha avuto un amplissimo utilizzo sino a essere anche impiegata come sipario per i palcoscenici dei teatri di mezza Italia.

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L’elemento classico della coppa, ripreso da un dipinto settecentesco, impreziosisce con la sua eleganza questo cavaliere da tavola in misto lino, una striscia di tessuto per una apparecchiatura a due intima e complice.

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Come molti dei nostri tessuti anche per la Donna di Coppe non è semplice datare la nascita. Di certo c’è la coppa, elemento apice della rappresentazione che con ogni probabilità è stata traslata da un dipinto settecentesco di genesi lucchese. Nel corso dei decenni ha avuto un amplissimo utilizzo sino a essere anche impiegata come sipario per i palcoscenici dei teatri di mezza Italia.Di certo c’è la coppa, elemento apice della rappresentazione che con ogni probabilità è stata traslata da un dipinto settecentesco di genesi lucchese. Nel corso dei decenni ha avuto un amplissimo utilizzo sino a essere anche impiegata come sipario per i palcoscenici dei teatri di mezza Italia.Di certo c’è la coppa, elemento apice della rappresentazione che con ogni probabilità è stata traslata da un dipinto settecentesco di genesi lucchese. Nel corso dei decenni ha avuto un amplissimo utilizzo sino a essere anche impiegata come sipario per i palcoscenici dei teatri di mezza Italia.Di certo c’è la coppa, elemento apice della rappresentazione che con ogni probabilità è stata traslata da un dipinto settecentesco di genesi lucchese. Nel corso dei decenni ha avuto un amplissimo utilizzo sino a essere anche impiegata come sipario per i palcoscenici dei teatri di mezza Italia.Di certo c’è la coppa, elemento apice della rappresentazione che con ogni probabilità è stata traslata da un dipinto settecentesco di genesi lucchese. Nel corso dei decenni ha avuto un amplissimo utilizzo sino a essere anche impiegata come sipario per i palcoscenici dei teatri di mezza Italia.Di certo c’è la coppa, elemento apice della rappresentazione che con ogni probabilità è stata traslata da un dipinto settecentesco di genesi lucchese. Nel corso dei decenni ha avuto un amplissimo utilizzo sino a essere anche impiegata come sipario per i palcoscenici dei teatri di mezza Italia.

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Colori vivaci e luminosi contraddistinguono questo cavaliere in tutte le sue nuance. Un tessuto giovane e fresco ma dal disegno ricercato e dalle sfumature esotiche.

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Un cavaliere da tavola raffinato e di pregio che evoca amicizie radicate e preziose: in questo caso quella tra Firenze ed Anghiari. Un’amicizia che dura da secoli e che i miei antenati vollero suggellare anche con un tessuto, il Giglio appunto. Per renderlo ancora più prezioso lo realizzarono in 100% lino.

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La nostra tessitura si trova in Toscana, è questa la terra che respiriamo ogni giorno. Alcune stoffe sono parte della nostra cultura da sempre. Come il disegno a diamante che troviamo nella tradizione di molte corti europee: veniva realizzato a Siena già nell’alto medioevo all’imbocco della via Cassia prima e via Francigena poi. Il nome Pienza deriva dal fatto che detta via conduceva all’omonimo borgo. Alcune immortali testimonianze di questo disegno si possono ammirare nelle opere pittoriche medievali, quali il Cenacolo di Duccio da Boninsegna e nel chiostro di Monteoliveto Maggiore Buonconvento a Siena nella rappresentazione del refettorio dei frati Olivetani. Da questo illustre passato il tessuto ha mantenuto nella sua trama l’amore per la qualità e il rispetto per le cose belle.

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